lunedì 11 aprile 2011

ACQUA, ARIA, TERRA, ENERGIA: LIBERI E NON RADIOATTIVI!

                           AI PROSSIMI REFERENDUM GRIDIAMO FORTE:
               ACQUA, ARIA, TERRA, ENERGIA, 
                 LIBERI E NON RADIOATTIVI!


Mentre scrivevo questo articolo: STRAPPIAMO IL NOSTRO FUTURO DALLE MANI DI CHI CI MAL GOVERNA, un amico mi ha inviato questa email:

RIPRENDIAMOCI IL NOSTRO FUTURO
Non è una questione di destra o di sinistra ma di buon senso.300 milioni di euro, 5 euro per ogni italiano vivente: è il costo del mancato accorpamento dei referendum alla data delle elezioni amministrative.
La decisione, chiaramente presa nella speranza di non far raggiungere il quorum ai referendum, è di per sé scandalosa, ma lo è ancor di più se rapportata alle polemiche di questi giorni sul costo che avrebbe avuto la festa una-tantum del 17 marzo: polemiche che hanno avuto effetto, visto che per risparmiare ci hanno tolto un giorno di ferie. Quindi, riassumendo: per la festa dell’Unità d’Italia, l’Italia non ha un soldo, (lo hanno detto la Lega e la Confindustria) e la festa è gentilmente finanziata dai lavoratori, invece per evitare l’Election Day l’Italia è ricca, talmente tanto da poter buttare dalla finestra 300 milioni di euro. (quante cose si potrebbero fare con quella cifra!) In attesa di prese di posizione di Lega e Confindustria anche su questo argomento (ma, chissà perché, non ci credo molto…) ci rimane una sola cosa da fare: andare a votare ai referendum su nucleare, acqua e immunità (ti sembra poco?) e soprattutto invitare il maggior numero di persone a farlo, amici, parenti, conoscenti, così da raggiungere il quorum e dare il chiaro messaggio a questi imbroglioni e affaristi che ci governano che non bastano questi mezzucci per tacitare il popolo italiano. Prendiamoci il nostro futuro e smettiamo di delegarlo a loro. Intanto, se sei d’accordo con tutto questo e sei dunque indignato come me, fai girare questo messaggio. E' SOLO UNA QUESTIONE DI BUON SENSO”.

Non so chi sia l'autore di questo messaggio, ma dato che, come recitano i titoli, i due concetti viaggiano in binari paralleli con egual finalità, ho pensato di pubblicarli insieme.
É mia convinzione adempiere quell'antichissimo proverbio che recita: l'unione fa la forza. Principio sempre contrastato da chi, per non perdere il potere, adotta quello contrario: dividi e comanda.
          
            STRAPPIAMO IL NOSTRO FUTURO DALLE MANI DI CHI CI MAL GOVERNA
L'Italia, mal governata nei principi dell'uguaglianza, ha bisogno di un nuovo rinascimento. Un movimento, come quello diffusosi nella metà del secondo millennio, capace di riportare un rinnovamento positivo in chiave moderna non solo nella politica, ma nei costumi, nello stile, nel rispetto delle regole, nell'apprendere dal passato la lezione per non ripetere gli stessi errori.
L'Italia avrebbe bisogno di un governo che abbandoni il concetto irrealizzabile, quanto giusto, di togliere ai ricchi per dare ai poveri. Ci hanno già provato alcuni governi , ma non è realizzabile, è come se un agnello volesse togliere un pezzo di carne dalla bocca di un leone per darlo ad un cane affamato. Non dobbiamo, però, nemmeno permettere quello di togliere ai poveri per elargire ai già ricchi, cosa che purtroppo avviene puntualmente ogni qualvolta si ventola una crisi economica.
Per “rinascere” c'è bisogno di garantire a tutti, con particolare attenzione per chi ha poco, i sacrosanti diritti che la carta costituzionale (art. 2, 3 e 36), e la dichiarazione dei diritti dell'uomo, si prefiggono; cioè, mettere il leone dentro dei perimetri ben definiti e farglieli rispettare, in modo che nessuno faccia la fine dell'agnello.
Il singolo cittadino, rispettoso delle regole, che vuole contribuire a determinare le sorti del futuro, oltre alla semplice contestazione (anch'essa sacrosanta) ha molti modi per far valere i propri diritti: manifestare quello che pensa in qualunque modo sancito dall'articolo 21 della Costituzione. Ma il più importante dei diritti/doveri è il VOTO.
Andare a votare non è solo un dovere. É soprattutto un diritto.
Non lasciamo nelle mani di pochi la sorte nostra e dei nostri figli. Facciamo in modo che chi ci governa abbia la vera maggioranza dei consensi, e non solo la maggioranza di coloro che devono decidere anche per chi volontariamente si priva del diritto di scegliere.
Andiamo sempre a votare. Non facciamo diventare questo strumento di democrazia una azione da compiere solo se in quell'ora non abbiamo di meglio da fare, o se qualche “amico” ce lo chiede come favore.
Utilizziamo sempre lo strumento del referendum per poter abolire, se è il caso, alcune leggi che non condividiamo. E soprattutto ai prossimi referendum, nell'intimità della cabina elettorale, gridiamo forte:        ACQUA, ARIA, TERRA, ENERGIA, LIBERI E NON RADIOATTIVI!
                                                                              Francesco Corradino

Art. 2 della Costituzione Italiana:
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.


Art. 3 della Costituzione Italiana:
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 21 della Costituzione Italiana:
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.


Art. 36 della Costituzione Italiana:
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.

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