L’articolo “Materia e spirito”, però, non nasce per questo scopo. Tuttavia è emblematico per entrare nello spirito e nella materia del blog, usando come strumenti la chiave e il grimaldello.
Un pezzo di acciaio opportunamente sagomato può diventare un attrezzo per scardinare: un grimaldello, utile ad aprire una porta quando abbiamo perso la chiave.
A volte, per entrare dove serve, bisogna forzare una porta. Questa è materia, uno strumento al servizio di una necessità.
Ma se quel grimaldello lo usiamo per sfondare, per entrare dove non siamo chiamati, allora diventa un'arma.
Con le parole può accadere la stessa cosa. Usate per demolire il pensiero altrui, per agire sulla loro visione della vita, le parole possono diventare un grimaldello pericoloso. E fa più danno se usato con le persone care.
Quante volte l’abbiamo fatto?
Con un figlio: «Ma come fai a pensare così? È sbagliato.»
Con un genitore: «Ma non capisci che il mondo è cambiato?»
Con un amico: «Se la vedessi come me, staresti meglio.»
Questo non è dialogo. È scasso.
È proprio questo che accade quando usiamo la logica e la ragione, perché vogliamo “aprire” la testa dell’altro per farvi entrare la nostra verità?
Succede che la porta comincia a cigolare. Si rovina. E a volte si spacca.
Forzare una visione della vita è come forzare una serratura: ci entri, ma poi quella porta non si chiude più bene. Così si deteriorano i rapporti.
Il grimaldello è duro e freddo, serve a fare pressione. La chiave invece è spirito: entra, gira piano e la porta si apre da sola.
Non demoliamo il pensiero altrui. Offriamo il nostro come un posto in più a tavola: «Vuoi sederti e condividere anche tu?»
Non agire sulla visione della vita dell’altro con la forza, ma mostrare la propria con delicatezza. Questo può suscitare nell’altro la curiosità di chiedere: «Come fai?»
Il grimaldello serve per le emergenze. Per salvare. La chiave serve per tutti i giorni. Per convivere.
Perché con le persone care il rischio ancora è più grande? Perché le conosciamo bene. Conosciamo tutte le crepe e sappiamo dove fare leva. Proprio per questo possiamo fare un danno più grande.
Utilizziamo allora il nostro grimaldello. Non per scardinare l’altro. Ma per scardinare noi stessi.
Le nostre certezze radicate. Le nostre porte chiuse.
Le nostre idee che si sono arroccate in una fortezza e che, forse, nemmeno ci servono più.
Abituiamoci ad aprire le porte con delicatezza.
Così la materia si trasforma in spirito.
Aprire, non sfondare.
“Pensieri… per trasformare materia in spirito” vuol dire questo.



