venerdì 27 marzo 2026

L'OCCHIO DI URANIA

     Nessuno è in grado di dire con certezza se la storia che ognuno di noi vive è fine a se stessa. Oppure anello di un sistema, del quale ancora non abbiamo coscienza e conoscenza, ma che in un determinato momento si potrebbe manifestare in una modalità simile a quella vissuta da Ettore Olmus.
    Potrebbe essere il ritorno a un'esistenza più grande o un sogno ancora da svelare, dal quale un giorno ci sveglieremo meravigliandoci per la bellezza del mondo e forse saremo felici. Potrebbe anche essere una dimensione parallela di un'esistenza che, per vivere il suo tempo, necessita di molte radici e ramificazioni che si intrecceranno con l’esistenza di altri esseri viventi ancora sconosciuti.
    Certo è che non può esistere soltanto ciò che ci è già noto, in questa ipotesi non avremmo più nulla da scoprire. Sarebbe la fine della spiritualità, della metafisica, della ricerca di una risposta alla domanda: perché c'è la vita al posto del nulla?
     Senza domande, la materia esisterebbe solo come frammento dell’universo, un pezzo d’argilla incapace di provare emozioni. 

 PER CHI È QUESTO LIBRO
    Per chi sente che il mondo ha bisogno di nuovi sguardi e parole più vere.
    Per chi crede che l’arte non sia solo bellezza, ma anche responsabilità,
coscienza e cambiamento.
    Per chi ama le storie visionarie, i viaggi interiori e i confini sottili tra
realtà e immaginazione.
    Per i lettori che cercano pensieri semplici e profondi capaci di lasciare un
segno, come un aforisma inciso nella pietra.
    Per chi si interroga sul futuro dell’umanità e sogna una civiltà più giusta,
senza smettere di coltivare la meraviglia.
 
    IN BREVE
    Un’artista affermato che giunto all’apice del successo scopre di dover
rimettere in discussione tutto ciò che credeva giusto.

     PUNTI DI FORZA DEL ROMANZO
    Il viaggio tra dimensione concreta e mondo simbolico crea una narrazione
stratificata: lettura avventurosa in superficie, percorso interiore e spirituale
in profondità.
    Il romanzo affronta una domanda universale e attuale: che responsabilità
ha chi crea?

 

 

 


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